Domande frequenti

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Domande frequenti

L'ICTR disincentiva la raccolta separata e il riciclaggio?

L’ACR promuove la gestione integrata dei rifiuti che è composta da quattro passi fondamentali: prevenire, riutilizzare, riciclare, smaltire valorizzando il calore contenuto.
Gli impianti di incenerimento sono uno degli elementi di questa politica e sono pianificati e progettati allo scopo di gestire solo i rifiuti non riciclati/riciclabili e combustibili.
Non solo, l’ACR dispone di un settore dedicato alla sensibilizzazione e promuove, in collaborazione con il Cantone e la Confederazione, campagne informative per la popolazione, le scuole e i Comuni.
Inoltre, chi gestisce un termovalorizzatore non ha affatto interesse a trattare rifiuti che contengano materiali tossici o incombustibili.
Per questo motivo, chi gestisce un impianto deve garantire il massimo impegno nella separazione a monte delle frazioni incompatibili con l'incenerimento, quali ad esempio il vetro, i metalli, i rifiuti speciali e gli scarti da costruzione e demolizione.
Separando preventivamente gli inerti dalla frazione combustibile si ottiene inoltre una riduzione della produzione di scorie.

Quanti camion arrivano al giorno all'ICTR?

Si tratta in media di ca. 70-80 veicoli al giorno a dipendenza anche del giorno della settimana.
Infatti, la raccolta dei rifiuti nei Comuni viene fatta soprattutto il lunedì e il venerdì.
Le scelte operate da ACR nell’ambito della logistica e l’ottimizzazione del le raccolte organizzate dai comuni e dai consorzi nel Sopraceneri hanno permesso di ridurre tutto il traffico indotto – valutato nel rapporto di impatto ambientale a circa 36’500 veicoli l’anno – a circa 22'000.
L’ACR ha allestito un rapporto sul traffico indotto che dimostra che le attuali modalità di trasporto sono migliori rispetto alla variante raccordo ferroviario.

Qual è la temperatura del forno dell'ICTR?

I rifiuti vengono smaltiti attraverso un processo di incenerimento ad alta temperatura (tra i 950°C e i 1100°C).

A cosa servono i prismi dell'ICTR?

I prismi che caratterizzano architettonicamente le facciate dell’ICTR, realizzati in un tessuto di fili fini d’acciaio inox, rispondono a varie esigenze, tra cui le più importanti sono:

 

Effetto ottico
Un muro, liscio, trasmette all’occhio un’idea di vastità, e tende ad ingrandire le dimensioni di ciò che guardiamo. Al contrario se questo stesso muro è costituito da elementi di piccole dimensioni, la percezione viene suddivisa in piccole parti e l’occhio lo vede ridotto, tendendo a diminuire le dimensioni reali.

 

Assorbimento del rumore
Non è da sottovalutare il problema acustico costituito dalla presenza dell’autostrada. I prismi assolvono una funzione di assorbimento del rumore, tramite la diffrazione delle onde sonore e al relativo assorbimento dei rumori. Evitando, in particolare nella facciata sud sull’autostrada, l’effetto rimbombo nei confronti delle case poste in alto, sulla montagna antistante.

Dove va l'elettricità prodotta dall'ICTR?

L’energia termica prodotta dalla combustione viene recuperata, sotto forma di vapore ad alta pressione, per essere trasformata in energia elettrica da una turbina e da un generatore, per poi essere immessa nella rete di distribuzione.

Se dovessero venir riciclati/sostituiti tutti gli imballaggi o altri rifiuti di plastica, il termovalorizzatore potrebbe ricevere troppo pochi rifiuti?

Per quanto concerne la raccolta di materiali di plastica (plastiche miste, escluse le bottiglie per bevande in PET) provenienti dalle economie domestiche (secondo l’ultima inchiesta dell’UFAM del 2012 i materiali di plastica rappresentano circa il 15% dei rifiuti domestici), è importante far notare che l’Autorità federale (UFAM) e il Cantone (DT) sconsigliano la loro raccolta, visti i costi elevati e non coperti da alcuna tassa di smaltimento/riciclaggio anticipata.
Attualmente si trovano acquirenti per materiali di plastica già selezionati o relativamente puliti, soprattutto di provenienza industriale. La decisione di effettuare la raccolta separata delle plastiche miste spetta ai Comuni, ma va accuratamente soppesata la sostenibilità ambientale e finanziaria.
Un sistema di raccolta inaffidabile può influire negativamente sul modo in cui la popolazione considera la raccolta separata.
Il termovalorizzatore di Giubiasco è molto flessibile sia sul piano della capacità di smaltimento, che quello di accettazione di rifiuti con caratteristiche diverse.
La capacità di smaltimento è modulabile tra il 60% e il 100%, ossia tra 40,2 e 67 MW.

Quanto è costato l’Impianto Cantonale di Termovalorizzazione dei Rifiuti?

I conti consuntivi dell’investimento per la realizzazione dell’Impianto Cantonale di Termovalorizzazione dei Rifiuti si sono chiusi con una spesa totale di CHF. 330'127'385.- (per approfondimenti vedi Rapporto annuale 2012).

Quante polveri escono dai camini dell'ICTR?

Le emissioni di polveri fini (incluse le nanoparticelle) misurate nei camini dell’impianto sono molto basse (inferiore a 100 particelle al cm3) e dimostrano l’ottimo funzionamento del trattamento dei fumi a 4 stadi, in particolare quello del filtro a maniche.
È stato dimostrato dallo studio effettuato dall’EMPA su incarico dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) per approfondire le conoscenze relative alle emissioni di polveri fini (incluse le nanoparticelle) di due impianti di smaltimento dei rifiuti: ICTR di Giubiasco e KVA di Hinwil.
Lo studio “Emissions of airborne pollutants from the municipal solid waste incineration plants of Giubiasco and Hinwil” è stato pubblicato in inglese ed è scaricabile come documento pdf.

Quanto inquina l'impianto?

Nel corso del 2014 la Sezione Protezione Aria, Acqua e Suolo ha approfondito l’argomento nell’ambito del “Rapporto misure emissioni in atmosfera ICTR 2013 con stati speciali”.
Il rapporto mostra che il contributo dell’ICTR alle emissioni totali annuali in Ticino siano da considerarsi molto piccole (ossidi di azoto 0.26%, ossidi di zolfo 0.05%) o addirittura infinitesimali (polveri 0.003%, sostanze organiche gassose 0.001%).
Gli ossidi di azoto e di zolfo vengono prodotti durante la combustione (es. auto, riscaldamenti e altro).
Nelle figure seguenti vengono raffigurati i grafici relativi agli ossidi di azoto e alle polveri.